Qual è la nostra reazione di fronte ad un problema?

Se non scappiamo o fingiamo che non ci sia, di solito tentiamo di risolverlo. Ma quante volte la strategia per cercare di risolverlo funziona veramente?

Meno di quanto vorremmo 🙁

Cosa possiamo fare, di pratico ed operativo, per assicurarci di risolvere davvero un problema?

Massimiliano ha avuto la fortuna di studiare ed approfondire per diversi anni le tecniche di problem solving che vengono utilizzate nel settore automotive e crede che, con piccole correzioni, possano essere applicabili e di aiuto anche negli altri ambiti professionali e – perchè no – personali.

Il primo punto da tenere in considerazione per risolvere un problema, è la prospettiva in cui analizziamo le nostre azioni.

Facciamo un esempio: se ho la febbre alta, potrei assumere un farmaco con la speranza poi di stare meglio. Oriento quindi l’azione (la medicina) al problema che percepisco (la febbre).

Supponendo che io abbia una leggera influenza, il risultato della mia azione potrebbe funzionare.

Se io invece avessi contratto una polmonite, il paracetamolo mi sarebbe d’aiuto? Forse sì, ma la febbre si abbasserebbe per un pò per poi ritornare prepotentemente. In questo caso, la mia azione avrebbe un effetto di contenimento, limiterebbe quindi gli effetti negativi ma non eliminerebbe il problema.

Questo semplice esempio ci ricorda che occorre orientare le nostre azioni il più possibile alla rimozione della causa che ha originato il problema e non contro il problema stesso.

Per spostare l’attenzione dal problema alla causa che lo ha determinato occorre adottare un metodo e delle tecniche, soprattutto perché la causa spesso non è chiara e subito identificabile.

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