Wikipedia ci dice che con “il termine stakeholder (o portatore di interesse) si indica genericamente un soggetto (o un gruppo di soggetti) influente nei confronti di un’iniziativa economica, sia essa un’azienda o un progetto. Questa è stata la prima definizione di stakeholder risalente al 1963.

Il concetto chiave sottostante è quello di INFLUENZA, anche perché una ventina di anni dopo la definizione viene modificata e gli stakeholder diventano “tutti i soggetti che possono influenzare oppure che sono influenzati dall’impresa”.

L’influenza diventa un concetto bidirezionale, uno stakeholder può sia influenzare che essere influenzato dall’azienda.

Quali sono gli stakeholders tipici delle aziende?

Chiaramente la risposta corretta va considerata per la singola azienda, nel senso che ogni azienda in funzione, del suo contesto e della sua specificità, ha le sue parti interessate di riferimento.

Ad ogni modo, gli stakeholders tipici e più presenti sono:

  • quelli correlati alla Proprietà ed al valore economico dell’azienda (azionisti, investitori, istituti di credito/assicurativi),
  • i clienti dell’azienda,
  • i fornitori dell’azienda,
  • le persone dell’azienda (dirigenti, dipendenti, collaboratori…..),
  • i sindacati,
  • i competitor,
  • le istituzioni coinvolte (comuni, province, regioni, Governo, scuole, università, partiti politici…),
  • gli abitanti delle comunità locali e loro aggregazioni: comitati, associazioni ambientaliste, ecc.

Apro una parentesi su questo ultimo punto perché, per via della definizione di stakeholder, possono verificarsi situazioni di disallineamento fra percezione di significatività e di influenza.

Pensiamo ad una azienda manifatturiera, ad esempio, i cui vicini – abitazioni di privati – ritengono che l’azienda sia eccessivamente rumorosa e si lamentano.

Per l’azienda, probabilmente, i vicini rappresentano degli stakeholders con un basso impatto sul business rispetto, ad esempio, ai clienti.

Eppure, parallelamente, i vicini si sentiranno parecchio influenzati dall’azienda, in questo caso si sentiranno addirittura disturbati e probabilmente faranno sentire le loro lamentele.

Può quindi esserci un disallineamento fra l’importanza che l’azienda assegna ai vari stakeholder ed il livello di influenza da questi percepito.

Le norme dei sistemi di gestione introducono dei requisiti legati agli stakeholders, ad esempio la ISO 9001 ci chiede di valutare le aspettative delle parti interessate rilevanti per il sistema qualità.

Un metodo che consigliamo è quello di integrare la valutazione delle aspettative in una analisi più ampia che coinvolga anche il contesto esterno. In questo modo, si può ottenere una SWOT Analysis che riepiloga punti di forza, di debolezza, minacce ed opportunità per successive analisi e per far partire il piano di miglioramento.

Spieghiamo passo passo il metodo nel corso online Contesto + Stakeholders = Swot Analysis disponibile su Udemy e che puoi trovare in offerta utilizzando il coupon “stakeholders” oppure direttamente da questo link.

Inoltre, per rendere più efficiente l’analisi del contesto e delle aspettative delle parti interessate, abbiamo costruito il software CONTEXT che permette di gestire anche i rischi correlati a seguito della valutazione del contesto interno ed esterno.

Vuoi approfondire l’analisi del contesto oppure la valutazione delle aspettative degli stakeholders?

Scrivici sia per saperne di più o anche solo per conoscerci meglio.


PS: Ti è piaciuto questo articolo? Vuoi ricevere le notifiche e leggere subito il prossimo?

Abbiamo una buona notizia per te, iscriviti alla newsletter di qualydea® e riceverai la notifica di ogni nuovo articolo del nostro blog oppure segui qualydea® su LinkedIn.

Rispondi